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COMUNICATI STAMPA

Comunicati stampa 2026

Il chip fotonico che illumina la cellula

Nuove tecnologie. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista internazionale “Science Advances”   

Il chip fotonico che illumina la cellula

 

chip fotonico trasparentel'articolo pubblicato il 15 luglioCopertina luglio 2026

Consente l’osservazione di dettagli e dinamiche cellulari che l’ottica convenzionale non riesce a distinguere. Favorisce valutazioni e azioni predittive. Test sperimentali in Germania hanno confermato affidabilità e qualità dei risultati. Possibili applicazioni: immunologia, diagnostica avanzata, microscopia biomedicale. Francesco Dell’Olio, docente Poliba, è uno degli autori della ricerca. Dice: “il risultato valorizza una linea di ricerca legata alla fotonica integrata sviluppata nel nostro ateneo. Vogliamo ora attivare collaborazioni con ospedali, IRCCS, università e centri del territorio, per applicare la piattaforma a quesiti biologici e farmacologici concreti”

 

 

Bari, 1° agosto 2026 – Processi tecnologici miniaturizzati di fotonica integrata, hanno consentito nuovi passi alla conoscenza che li ha mutuati in applicazioni. La tecnologia che utilizza la luce al posto dell’elettricità ha realizzato chip fotonici capaci di allungare lo sguardo dei ricercatori sul mondo cellulare, consentendo nuove conoscenze. 

 

Il chip fotonico, cuore dell’innovazione, è un circuito miniaturizzato che, invece della corrente elettrica, guida e controlla la luce attraverso sottilissimi percorsi che funzionano come strade microscopiche per la luce: possono trasportarla, dividerla, combinarla, filtrarla o indirizzarla verso punti precisi. 

Nello studio il chip fotonico è utilizzato per illuminare le cellule in modo selettivo e ottenere immagini molto dettagliate delle loro strutture interne. Il lavoro dimostra come sia possibile usare un chip fotonico trasparente non solo come supporto del campione biologico, ma anche come vero e proprio dispositivo per microscopia ottica avanzata. Questo consente di osservare dettagli nanometrici che la microscopia ottica convenzionale non riesce a distinguere. Il chip fotonico si dimostra dunque, una piattaforma ottica integrata, capace di rendere gli strumenti di analisi più compatti, precisi e potenzialmente adatti a esaminare molte cellule.

 

“Science Advances”. Tutto ciò fa parte di un lavoro scientifico dal titolo, “Photonic waveguide chip based nanoscopy visualizes rearrangements of the cortical actin cytoskeleton in activated Jurkat T cells”, pubblicato il 15 luglio scorso sulla rivista scientifica internazionale, “Science Advances”. 

 

Autori dell’articolo sono un gruppo di ricercatori di tre istituzioni universitarie: Università di Bielefeld (Germania) per la componente biologica e sperimentale; Università di Scienze Applicate di Aschaffenburg (Germania), piattaforma, sviluppo e realizzazione chip trasparenti; Politecnico di Bari (Italia), concezione della ricerca, sviluppo metodologico della piattaforma fotonica, gestione e validazione dei dati. Coordinatore e responsabile scientifico, per parte Poliba, il prof. Francesco Dell’Olio, del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione.

 

La sperimentazione ha riguardato soprattutto i linfociti T, i globuli bianchi che combattono infezioni e cellule malate. Quando un linfocita T si attiva verso l’esterno, riorganizza rapidamente la propria “impalcatura” interna, costituita in larga parte da filamenti di actina, per formare la cosiddetta sinapsi immunologica, cioè la zona di contatto attraverso cui la cellula riconosce e risponde a un bersaglio. L’innovazione consente di visualizzare questa riorganizzazione con una risoluzione molto elevata e su un campo di osservazione ampio.

Applicazioni. Nel breve periodo la ricaduta riguarda la ricerca biologica e farmacologica. In oncologia, questa tecnologia potrà aiutare a migliorare le immunoterapie. I linfociti T, comprese le cellule CAR-T modificate in laboratorio, possono eliminare le cellule tumorali formando con esse una “sinapsi immunologica”, una zona di contatto in cui la rete di actina si riorganizza. Osservare questo processo su scala nanometrica può permettere di confrontare cellule di diversa efficacia, capire perché alcune non riescono ad attaccare il tumore e valutare l’effetto di farmaci o nuove modifiche genetiche. Il chip fotonico potrebbe diventare uno strumento di ricerca per progettare future immunoterapie più mirate ed efficaci.

 

Le considerazioni. “Per il Politecnico di Bari – dice il prof. Francesco Dell’Olio - la notizia valorizza una linea di ricerca legata alla fotonica integrata sviluppata nel Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione del nostro ateneo. La pubblicazione rappresenta un’occasione utile per evidenziare la capacità del Poliba di contribuire a tecnologie abilitanti per lo studio di processi cellulari complessi, con possibili ricadute future in immunologia, diagnostica avanzata e microscopia biomedicale. Questo risultato è un punto di partenza. Vogliamo attivare collaborazioni con ospedali, IRCCS, università e centri del territorio, per applicare la piattaforma a quesiti biologici e farmacologici concreti. Non basta vedere strutture più piccole: occorre trasformare questa capacità in informazioni utili per chi studia cellule, farmaci e risposta immunitaria”.

 

Comunicato stampa. 

Una cellula T attivata osservata con la nanoscopia su chip fotonico_

Chi è l’autore Poliba.

Francesco Dell’Olio è professore associato di Elettronica presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione del Politecnico di Bari, dove coordina il Micro Nano Sensor Group. La sua attività di ricerca riguarda la fotonica integrata, la fotonica del silicio, i microsensori e nanosensori, i biosensori e i sistemi elettronici embedded. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche e partecipa a progetti nazionali e internazionali dedicati allo sviluppo di dispositivi fotonici e sensori avanzati per applicazioni biomediche, industriali, aerospaziali e di navigazione. Svolge inoltre attività editoriale e di coordinamento scientifico in riviste e conferenze internazionali, con attenzione all’applicazione industriale dei risultati della ricerca scientifica. Ha fondato due società spinoff del Politecnico di Bari: “Weatech” e “OptoEncase”.

prof. Francesco Dell'Olio - Poliba

Acciaio, tre ricercatori cinesi scoprono nuove caratteristiche: più resistenza e deformabilità

Scienza. Due articoli pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale, “Nature Materials”

Acciaio, tre ricercatori cinesi scoprono nuove caratteristiche: più resistenza e deformabilità 

Matteo Villa, Politecnico di Bari e Marcel Somers, Università Tecnica della Danimarca, intervengono con pari articolo su “Nature” e aprono il dibattito scientifico 

 

 

Matteo Villaprof. Marcel A.J. Somers - Technical University of Denmark
articolo su Nature - Matteo Villa

 

 

Bari, 28 luglio 2026 – Nell’aprile di quest’anno, uno studio di tre ricercatori cinesi, Shuai Pan, Birbin He e Mingxin Huang, delle Università di Hong Kong e dell’Università meridionale di scienza e tecnologia di Shenzhen dal titolo, “Anisotropic lattice distortion makes ultrastrong martensitic steel ductile”, pubblicato il 16 aprile su “Nature Materials”, una delle riviste scientifiche più prestigiose al mondo, ha dimostrato che proprietà ancora migliori si possono ottenere dall’acciaio con un nuovo metodo chimico-ingegneristico. Il metodo prospettato interviene sulla formazione della martensite, struttura cristallina molto dura e resistente che si forma negli acciai tramite raffreddamento molto rapido (tempra). 

Sulla pubblicazione cinese, su invito di “Nature Materials” sono intervenuti due studiosi: i proff. Marcel Somers, dell’Università Tecnica della Danimarca, Kongens Lyngby, Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica e Matteo Villa del Politecnico di Bari, Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management. 

Nell’articolo, “Lattice distortion activates deformation twinning in ultrastrong steel”, pubblicato su “Nature Materials” lo scorso 24 giugno 2026 i due docenti europei hanno espresso un’opinione su quelli che sono i limiti dell’idea presentata in aprile dagli autori cinesi, nonché gli studi che si dovrebbero intraprendere in futuro per andare oltre. Si tratta di un riconoscimento di expertise al massimo livello (il paper è pubblicato online alla pagina della rivista: https://www.nature.com/articles/s41563-026-02642-2 ed è inoltre accessibile per la lettura al seguente link: https://rdcu.be/fqap2).

 

Prof. Villa qual è il punto di forza innovativo della ricerca cinese?

Aver dimostrato che la struttura martensitica, la più resistente che si possa ottenere negli acciai, non solo è resistente, ma può anche essere deformabile. Ciò era precedentemente ritenuto impossibile perché violava il principio secondo cui, alta resistenza e deformabilità sono caratteristiche mutuamente esclusive.

 

Cosa non vi convince o comunque va migliorato in termini di ricerca?

In primis, il fatto che la dimostrazione di cui sopra è stata ottenuta utilizzando acciai contenenti frazioni significative di Cobalto e Nickel. Questi sono elementi di lega molto costosi e molto richiesti per la transizione verde; quindi, non è realistico pensare ad un loro uso massiccio nella produzione di acciaio.

 

Cosa diventa necessario approfondire?

Il prossimo obiettivo è studiare a fondo la fisica alla base del comportamento evidenziato, partendo dalla scala atomica, per riuscire a prevederla al computer. Questo consentirà di vagliare con un click un numero altissimo di composizioni alla ricerca di quelle che possano essere prodotte in grandi quantità per usi reali.

 

Questo passo in avanti della scienza pone il Politecnico di Bari al centro del dibattito internazionale sulle direzioni da intraprendere nella ricerca fondamentale per giungere in futuro a sviluppare acciai di nuova generazione i cui utilizzi e potenzialità sono ancora tutti da scoprire. 

 

Storia e caratteristiche. L’acciaio, una lega ferrosa composta principalmente da ferro e carbonio, è il secondo materiale più usato al mondo dopo il cemento. La variazione di percentuale di carbonio in peso, sino al 2,1%, determina varie tipologie d’acciaio. Oltre, si trasforma in ghisa. 

L’alta resistenza che lo caratterizza è ottenuta scaldando l’acciaio alle alte temperature (750-900 C°) a cui segue un veloce raffreddamento immergendolo in acqua, olio, oppure con aria compressa. Tale processo, detto di tempra, fu descritto, già da Omero nell’Odissea. Ciò consente di formare una struttura interna al materiale molto dura, ma poco deformabile, votata facilmente alla rottura se piegata, detta martensite con una nuova distribuzione degli atomi. 

Detti processi empirici occuparono tempo ed esperienze di maestri d’armi e fabbri per molti secoli. Solo nel 1740 venne prodotto l'acciaio moderno. 

Impiegato in modo sempre più versatile l’acciaio è stato indispensabile per l'innovazione tecnologica di tutto il mondo. La rapida crescita del settore automobilistico del dopoguerra (anni '50/'60) ne favorì ricerca, qualità e produzione.

L’idea che la martensite fosse la struttura ideale per l’acciaio cambiò improvvisamente negli anni Settanta del 1900. Si scoprì che trattando l’acciaio in modo che conservasse almeno in parte la struttura atomica presente alle alte temperature, determinava un ulteriore vantaggio: all’alta resistenza si univa anche un’alta deformabilità. La scoperta fu rivoluzionaria soprattutto per i trasporti.

Applicazioni. L’acciaio moderno “ingegnerizzato” non è più solo un materiale resistente, bensì un materiale che in caso di incidente automobilistico, deformandosi, assorbe una gran quantità di energia cinetica prima di rompersi. Incidenti che avrebbero potuto essere fatali venti anni fa, al giorno d’oggi sono spesso irrilevanti per l’incolumità dei passeggeri.

 

Gli autori, chi sono. Marcel A.J. Somers, classe 1960, ha conseguito il dottorato presso l'Università Tecnologica di Delft nel 1989. Dal 1997 è professore ordinario presso l'Università Tecnica della Danimarca, dove dirige il gruppo di ingegneria dei materiali e delle superfici. È autore di oltre 360 pubblicazioni scientifiche, co-inventore di circa 20 brevetti e co-fondatore di due aziende specializzate. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui prestigiose medaglie, ed è stato nominato cavaliere dalla Regina di Danimarca nel 2022.

 

Matteo Villa, classe 1985, ha conseguito il dottorato presso l'Università Tecnica della Danimarca nel 2014 e, dopo un decennio di esperienza accademica, nel 2024 è stato chiamato come professore associato di Metallurgia al Politecnico di Bari. Autore di oltre 70 pubblicazioni scientifiche e co-inventore di 1 brevetto, concentra la sua attività di ricerca sullo studio della fisica dei metalli. Il suo lavoro gode di riconoscimento internazionale, in particolare per i contributi scientifici dedicati alla comprensione delle trasformazioni martensitiche nell'acciaio. 

 

Comunicato stampa.

articolo ricercatori cinesi

 

Nature Materials

Architettura, alla ricerca del futuro del passato. Il progetto Robotomy vince “l’EIC Pathfinder”

Ricerca di frontiera. Tradizione e nuove tecnologie per il cantiere di domani

Architettura, alla ricerca del futuro del passato. Il progetto Robotomy vince “l’EIC Pathfinder”  

E la prima volta per il Poliba. Lo sviluppo della robotica applicata alla stereotomia vale un finanziamento europeo da 3,3 milioni di euro per tre anni, 2026-2029. Il gruppo di ricerca coordinato da Giuseppe Fallacara corona gli oltre vent'anni di ricerche e sperimentazioni sui materiali lapidei al Politecnico. “Vincere un Pathfinder – dice Fallacara - equivale a vincere una sorta di Premio Oscar della Ricerca Industriale”. Inizio attività: settembre  2026

Prima sperimentazione Robotomy presso laboratorio INDEXLAB Lecco Polimi. Primo da sx prof. Giuseppe Fallcara

 

Bari, 23 luglio 2026 – Il DNA, l’essenza della Puglia, è scritto nella pietra. Dura come il calcare compatto, accomodante come il barocco, pronta ad assumere forme, figure, proporzioni, colori che raccontano espressioni di vita, di religione, caratteri, identità perdute. La pietra per costruire, rappresentare, segnare, per riconoscersi o riscoprirsi nella tradizione. La pietra, nella sommatoria, che disegna il paesaggio pugliese un po’ naif. Ed ecco i simboli: trulli, muretti bassi ed alti, lamie, pagliari, borghi che segnano presidi, confini, gli umori riverberati delle stagioni. La pietra nell’architettura, oggetto di ricerca e studio nel Politecnico di Bari da oltre venti anni ha trovato un importante riconoscimento europeo, nel progetto declinato al futuro, “Robotomy” (ROBOtic stereoTOMY, dal greco, ΣTEPEO, solido e TOMH, taglio). Si tratta di una scommessa ragionata, ponderata, allineata e soprattutto vinta, al manifesto del Programma europeo EIC Pathfinder del Consiglio Europeo dell’Innovazione, finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del programma quadro, Horizon Europe. Programma dedicato a supportare la ricerca di frontiera di alto livello che incoraggia lo sviluppo di tecnologie fortemente innovative, capaci di generare scoperte scientifiche e industriali tali da creare nuovi mercati o di modificare quelli esistenti. Mediamente, solo il 4,5% dei progetti presentati vengono approvati e finanziati dall’UE. Insomma, vincere un Pathfinder equivale a vincere una sorta di Premio Oscar della Ricerca Industriale Europea! 

 

Il Progetto, “Robotomy” riguarda l’applicazione della robotica all'architettura in pietra. 

In particolare, indagherà il ruolo della collaborazione robotica e dell'automazione nel ripensare la costruzione stereotomica. Elaborato, dal professor Giuseppe Fallacara, ordinario di Composizione Architettonica al Politecnico di Bari e dal suo team di ricerca, intende proiettare una tradizione millenaria direttamente nell'era dell'automazione avanzata e della transizione ecologica. Contestualmente, “Robotomy” affronterà una delle sfide più drammatiche del nostro tempo: il rischio di perdere la memoria storica dei mestieri d'arte. Oggi, i lavori manuali legati alla pietra attirano sempre meno le nuove generazioni, minacciando di far scomparire un sapere tecnico e artigianale immenso. La risposta a questa crisi, tuttavia, non risiede nel rimpianto del passato, ma nell'abbraccio delle tecnologie digitali e dell'automazione.

 

Al progetto, “Robotomy”, finanziato con 3,3 milioni di euro nell'ambito di Horizon Europe, EIC-2025 per il periodo settembre 2026 - settembre 2029 si dedicherà un apposito consorzio guidato dal Poliba così composto nei ruoli: Politecnico di Bari, Italia, Coordinatore del progetto; System 3E, Polonia, Fabbricazione seriale industriale dei blocchi modulari; ETH Zürich, Svizzera, Stampa 3D a grande scala di componenti complessi; CommonSense Robotics, Belgio, Sviluppo software per la flotta robotica; Flanders Make, Belgio, Sistemi di posizionamento, sviluppo di pinze robotizzate; Politecnico di Milano, Italia, Prototipazione robotica e test fisici; Day One, Italia, Analisi normativa, pianificazione sfruttamento commerciale, comunicazione. 

 

Gli obiettivi Strategici che verranno perseguiti dal consorzio di Progetto sono tre. 

Design per l’Assemblaggio Robotico: Progettare e ottimizzare padiglioni stereotomici modulari specificamente adattati all'ambiente mediterraneo, riducendo al minimo le geometrie uniche dei blocchi (inferiori al 25%) per favorire la produzione industriale in serie.

Materiali e Fabbricazione Innovativa: Riprogettare il sistema costruttivo brevettato integrandolo con elementi complessi realizzati tramite stampa 3D su grande scala a partire da polveri di pietra riciclate (sviluppata dall'ETH di Zurigo).

Automazione e Intelligenza Artificiale: Sviluppare e validare il Task Execution Software (TES), un nucleo di IA in grado di coordinare una flotta multi-robot per l'assemblaggio di elementi prefabbricati, riducendo l'intervento manuale e azzerando gli errori di tolleranza tramite feedback in tempo reale.

 

“Questo grande riconoscimento – dice il prof. Fallacara, esperto internazionale di stereotomia, antica arte scientifica del taglio della pietra - è un segno di forza del nostro Politecnico in cui orgogliosamente mi sono formato, da studente di architettura a professore ordinario”. E sul progetto prosegue: "In un'evoluzione futura, la robotica non deve essere vista come una minaccia che cancella il lavoro umano, ma come lo strumento che lo rende ancora possibile. Il braccio robotico si informa e si nutre del sapere del maestro scalpellino e del muratore, trasformandosi nel custode tecnologico di una tradizione. Grazie al progetto “Robotomy”, i robot industriali non si limiteranno a tagliare o movimentare blocchi in modo standardizzato, ma eseguiranno il montaggio di sistemi voltati complessi e geometricamente innovativi, replicando l'accuratezza e la sensibilità statica dei maestri del passato. Il connubio tra stereotomia e robotica dimostra che l'innovazione tecnologica può mettersi al servizio della storia. La robotica non elimina l'artigianato; lo evolve, lo rende sicuro, efficiente e sostenibile per l'architettura del domani, assicurando che la pietra continui a essere la spina dorsale del paesaggio pugliese e globale”.

 

I primi passi del progetto. Il cosiddetto Kick off (calcio d'inizio) sarà a settembre 2026 con tutto il consorzio, a Verona, in occasione della Fiera Internazionale Marmomac. Lì saranno stabiliti tutti i passi iniziali: dalla selezione dei progetti (alcuni presentati già al Marmomac) alla messa a punto del complesso processo di realizzazione completo del progetto. Si partirà dal montaggio di archi semplici sino alla realizzazione di sistemi voltati complessi in un processo di progressiva difficoltà tecnica.

Le sedi ufficiali di lavoro saranno Bari, Lecco, Lovanio, Zurigo, Varsavia, Verona. 

 

Comunicato stampa.

 

il cantiere del futuro, interpretato da Robotomy

 

costruzione robotica sperimentale

 

componenti in laboratorio

La TESMEC firma un accordo triennale di collaborazione scientifica con il Poliba

 

Industria&Accademia. La ricerca nell’innovazione delle infrastrutture ferroviarie
 

La TESMEC firma un accordo triennale di collaborazione scientifica con il Poliba

L’accordo rafforza la ricerca applicata per la creazione di competenze specializzate per le infrastrutture ferroviarie del futuro. La firma, ieri pomeriggio, 21 luglio al Poliba alla presenza del Rettore, Umberto Fratino e della CEO del Gruppo, Caterina Caccia Dominioni. Tesmec Rail Srl, società del gruppo TESMEC SpA, conta due sedi in Puglia: Monopoli e Bitetto e 156 dipendenti. Tra i settori di studio di maggior interesse aziendale, l’alta velocità. L’81% delle persone laureate che lavorano in Tesmec hanno conseguito il titolo di laurea al Politecnico di Bari
 

Foto finale Poliba Tesmec

 

 

Bari, 22 luglio 2026– La Tesmec S.p.A., società a capo di un gruppo leader nel mercato delle tecnologie dedicate alle infrastrutture (reti aeree, interrate e ferroviarie, trasporto di energia elettrica, dati e materiali, tecnologie per la coltivazione di cave e miniere di superficie) attraverso la controllata Tesmec Rail Srl, hub strategico in ambito ferroviario con sede in Puglia, a Monopoli e Bitetto, ha firmato con il Politecnico di Bari un accordo di collaborazione scientifica.  

La cerimonia si è svolta ieri pomeriggio, 21 luglio nella sede del rettorato alla presenza di Umberto Fratino, Rettore del Politecnico di Bari, di Mariagrazia Dotoli, Ordinario di Automatica, referente scientifico dell’accordo. Per il Gruppo Tesmec hanno partecipato Caterina Caccia Dominioni, CEO del Gruppo, Numa Pelizzoli, HR Director, Gianfranco Mancini, e Gianluca Fumarola, referenti del Gruppo per la costruzione, manutenzione e diagnostica ferroviaria.

Di durata triennale, rinnovabile, l’accordo è finalizzato a sviluppare progettualità ingegneristiche nell’ambito dell’innovazione ferroviaria, della sostenibilità e della digitalizzazione delle infrastrutture.

La firma nasce da una visione condivisa: rafforzare il dialogo tra mondo accademico e industria per mettere a fattor comune competenze scientifiche, capacità progettuale e know-how industriale. Il percorso avviato da Tesmec e Politecnico di Bari vuole rappresentare uno strumento concreto per sostenere la ricerca applicata e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate, contribuendo alla crescita di un ecosistema capace di generare valore per il territorio pugliese e per il sistema industriale nazionale.

L’accordo prevede una collaborazione tra i soggetti coinvolti che garantisca il monitoraggio, coordinamento e controllo di iniziative da sviluppare attraverso specifici accordi attuativi, principalmente relativi a due specifiche direttrici strategiche primarie: lo sviluppo di rotabili innovativi a basso impatto ambientale per la costruzione, manutenzione e diagnostica dell’infrastruttura ferroviaria; e la progettazione di sistemi diagnostici e piattaforme di gestione dati per il monitoraggio delle infrastrutture. 

Grazie al Politecnico di Bari, la Puglia si riconferma un territorio strategico per le attività ferroviarie del Paese. La collaborazione di Tesmec con l’Ateneo all’interno di diversi progetti portati avanti nella regione, grazie al profondo know-how maturato dal Gruppo nella divisione Ferroviaria presso il proprio hub strategico pugliese, rappresenta un ulteriore rafforzamento del legame tra ricerca e applicazione industriale, favorendo lo sviluppo di progettualità ad alto contenuto tecnologico in stretta connessione con le esigenze del settore.

L’accordo, infine, sugella la collaborazione avviata attraverso gli studenti Poliba con stages e tesi di laurea. Il 65% degli studenti ospitati in azienda stavano studiando presso il corso di laurea in ingegneria meccanica del Poliba. Circa il 60% degli studenti che hanno fatto il tirocinio in Tesmec sono stati assunti. 

Oggi l’81% delle persone laureate che lavorano in Tesmec hanno conseguito il titolo di laurea al Politecnico di Bari. Di questi, il 44% è costituito da laureati in ingegneria meccanica e il 24% in ingegneria elettrica ed elettronica.

 

Le dichiarazioni. Caterina Caccia Dominioni, Amministratore Delegato di Tesmec,L’Accordo Quadro con il Politecnico di Bari rappresenta un passaggio importante per rafforzare il rapporto tra innovazione industriale, ricerca applicata e territorio. La Puglia ha un ruolo strategico per le nostre attività ferroviarie e la collaborazione con un Ateneo di eccellenza come il Politecnico di Bari ci consente di sviluppare un percorso ancora più strutturato su tecnologie sostenibili e digitali per il futuro delle infrastrutture ferroviarie. L’obiettivo è costruire, a partire dalle competenze presenti sul territorio e dall’esperienza dei nostri siti di Monopoli e Bitetto, un modello di collaborazione tra università e impresa capace di generare valore anche sui mercati internazionali”.

Umberto Fratino, Rettore del Politecnico di Bari. “L’accordo sottoscritto con Tesmec è per noi rilevante perché è un’azienda leader in settori chiave innovativi quali quelli della logistica delle infrastrutture ferroviarie. Tesmec è un’azienda che proviene da un contesto territoriale diverso, ma che ha deciso di investire qui in Puglia per realizzare nuova tecnologia in un contesto territoriale nel quale il Politecnico rappresenta un asse sul quale si appoggia. Questo ci fa molto piacere perché riconosce la qualità dei nostri laureati e della formazione che ricevono. Non a caso oltre l’80% degli ingegneri di Tesmec Rail Srl, società del gruppo in Puglia, proviene proprio dal nostro ateneo. Il Politecnico, con questo accordo che suggella l’inizio di un cammino già avviato, orgoglioso, si dimostra un faro anche per le aziende che provengono da altre aree del Paese”. 

 

Il Gruppo Tesmec 

è attivo nella progettazione, produzione e commercializzazione di sistemi e soluzioni integrate per la costruzione, manutenzione e diagnostica di infrastrutture (reti aeree, interrate e ferroviarie) per il trasporto di energia elettrica, dati e materiali, nonché di tecnologie per la coltivazione di cave e miniere di superficie.  Tesmec progetta, produce e commercializza tra l’altro, macchine e sistemi integrati per l’installazione e la manutenzione della catenaria ferroviaria, e sistemi per la diagnostica della catenaria ferroviaria e del binario, oltre a macchine personalizzate per operazioni speciali sulla linea. Nato in Italia nel 1951, il Gruppo Tesmec può contare su più di 900 dipendenti e dispone dei siti produttivi di: Grassobbio (Bergamo), Sirone (Lecco), Monopoli (Bari) e Bitetto (Bari) in Italia, Alvarado negli USA e Durtal in Francia, oltre che di tre unità di ricerca e sviluppo a Fidenza (Parma), Padova e Patrica (Frosinone). Quotato sul segmento EURONEXT STAR MILAN di Borsa Italiana, il Gruppo, inoltre, è presente commercialmente a livello globale e può contare su una presenza diretta nei diversi continenti: USA, Sud Africa, Africa occidentale, Australia, Nuova Zelanda, Russia, Qatar, Arabia Saudita e Cina. Nel corso del 2025 Tesmec Rail ha fatturato oltre 61 milioni di euro. 

Autocarrello TESMEC Rail diagnostica binario

 

Tesmec Rail sede di Monopoli

 

La firma. Il Rettore Umberto Fratino con la CEO del Gruppo TESMEC, Caterina Caccia Dominioniprof. Mariagrazia Dotoli, referente scientifica accordi Poliba - Tesmec

 

Gli specialisti della Rete Elettrica Nazionale

 

L’intervista. Master di II livello in “Innovazione nei sistemi elettrici per l’energia” 

Gli specialisti della Rete Elettrica Nazionale 

 

Le sfide sollevate dalla duplice transizione, energetica e digitale, stanno trasformando profondamente il settore elettrico, rendendo indispensabile lo sviluppo di nuove competenze altamente specialistiche. Terna, in collaborazione con i Politecnici di Bari, Milano e Torino ha sviluppato l’apposito Master giunto alla seconda edizione. 

“Poliba Chronicle” ha intervistato Massimo La Scala, docente del Politecnico di Bari, coordinatore scientifico del master 

 

 

 

Bari, 15 luglio 2026 – Lo scorso 9 giugno è stato presentato al Politecnico di Bari la II edizione del Master di II livello: “Innovazione nei sistemi elettrici per l’energia”. Master nazionale, sostenuto e finanziato da Terna SpA con la partecipazione e il sostegno didattico-scientifico dei tre Politecnici italiani di Bari, Milano e Torino (PoliTechLab). Successivamente, il 16 giugno e il 2 luglio, l’iniziativa è stata presentata nei Politecnici di Milano e Torino. 

Il prof. Massimo La Scala è il referente scientifico del Master per la sede di Bari Politecnico. “Poliba Chronicle”, magazine ufficiale del Poliba, lo ha intervistato.

Professore il tema dell’energia è sempre più attuale, necessario. La ricerca, la formazione, l’aggiornamento diventa indispensabile perché?

La transizione energetica è una delle sfide più importanti e strategiche del nostro tempo. La crescente domanda di energia, la necessità di accelerare la decarbonizzazione, l’integrazione delle fonti rinnovabili e lo sviluppo di reti elettriche sempre più intelligenti e digitalizzate stanno trasformando profondamente il settore energetico, rendendo indispensabili nuove competenze e professionalità altamente qualificate.

In questo contesto, ricerca, formazione e aggiornamento continuo rappresentano leve fondamentali per accompagnare il cambiamento e rispondere alle esigenze di un mercato in costante evoluzione. È da questa consapevolezza che nasce la seconda edizione del Master universitario di II livello “Innovazione nei sistemi elettrici per l'energia”, un percorso di alta formazione pensato per preparare professionisti in grado di affrontare le sfide tecnologiche, ambientali e industriali del futuro. Il Master è sviluppato da Terna nell’ambito della rete dei tre Politecnici di Bari, Milano e Torino per promuovere nuove competenze specialistiche per la transizione energetica e digitale. 

 

Il Master è un invito, ma anche un’occasione altamente professionalizzante con riflessi occupazionali per i laureati. Perché?

Il Master si rivolge ai laureati magistrali che desiderano acquisire competenze specialistiche e immediatamente spendibili nel mondo del lavoro. Non rappresenta soltanto un’opportunità di approfondimento accademico, ma un vero percorso altamente professionalizzante, capace di coniugare solide basi scientifiche con applicazioni concrete. Attraverso lezioni frontali, attività laboratoriali e il confronto con esperti del settore, i partecipanti svilupperanno competenze avanzate nella progettazione, gestione e innovazione dei sistemi elettrici per l’energia.

Al termine del Master, i partecipanti conseguiranno il titolo di Master rilasciato congiuntamente dai tre Politecnici e potranno lavorare nel settore elettrico come: Ingegnere impiantista (esperto di impianti e tecnologie); Asset manager (esperto di asset management); Ingegnere sistemista (esperto dell’esercizio in tempo reale dei sistemi elettrici di potenza); Market operator (esperto di mercati dell’energia e di regolazione energetica).

Al momento dell’immatricolazione, Terna fornirà a tutti i selezionati una lettera di impegno all’assunzione con contratto a tempo indeterminato, da confermare alla fine del percorso formativo. L’assunzione potrà avvenire all’interno di diverse sedi dislocate sul territorio nazionale, tra cui la sede di Bari.

Il piano didattico della II edizione come si caratterizzerà? 

La seconda edizione conferma l’impostazione didattica che ha caratterizzato il successo della prima esperienza, rafforzandone gli elementi distintivi e aggiornando i contenuti alla luce della rapida evoluzione del settore. Il piano formativo approfondirà le tecnologie più innovative applicate ai sistemi elettrici per l’energia e alle più avanzate soluzioni per la gestione intelligente dell’energia. L’obiettivo è offrire una formazione interdisciplinare, capace di coniugare ricerca, innovazione tecnologica e applicazioni operative.

Rispetto alla prima edizione ci saranno novità?

Rispetto alla prima edizione, il Master si presenta ulteriormente arricchito dall’esperienza maturata e dal continuo confronto con l’evoluzione del settore energetico. Il programma è stato aggiornato per intercettare le nuove esigenze del mercato e offrire ai partecipanti strumenti sempre più attuali, consolidando il dialogo tra università, ricerca, industria con il coinvolgimento degli esperti di Terna e mondo professionale rappresentato da docenti, ricercatori ed esperti che operano quotidianamente nei processi di innovazione del comparto energetico.

La scelta della sede da parte del candidato ha valore solo logistico-geografico?

Anche la scelta di articolare il Master su tre sedi assume un significato che va ben oltre l’aspetto logistico. Si tratta di una scelta progettuale che arricchisce il percorso formativo, mettendo a sistema competenze scientifiche, metodologie didattiche, laboratori e professionalità. Ogni sede contribuisce con le proprie specificità alla costruzione di un’offerta formativa unitaria e interdisciplinare, consentendo ai partecipanti di confrontarsi con approcci differenti allo studio e all’innovazione dei sistemi elettrici per l’energia.

Questa organizzazione favorisce un’esperienza di apprendimento più ampia e dinamica, nella quale il dialogo tra docenti, ricercatori, professionisti e corsisti diventa parte integrante del percorso. La presenza di partecipanti provenienti da percorsi formativi diversi stimola, infatti, lo scambio di competenze, il confronto continuo e la costruzione di una rete di relazioni qualificate. Il networking che si sviluppa durante il Master rappresenta un valore aggiunto destinato a proseguire anche oltre la conclusione del percorso formativo, favorendo future collaborazioni professionali. 

 

La scheda. Il Master formerà professioniste e professionisti che saranno chiamati a costruire e gestire la Rete Elettrica Nazionale. Sono potenziali destinatari coloro che abbiano conseguito la laurea magistrale o specialistica in: Ingegneria Elettrica, Elettronica, Energetica e Nucleare, dell’Automazione, Gestionale, Informatica, Meccanica o che la conseguiranno entro il prossimo 31 ottobre. Per partecipare I candidati dovranno proporre la propria candidatura entro l’8 settembre (https://www.polimi.it/index.php?id=1138). Successivamente, il 2 ottobre, saranno sottoposti ad un test di valutazione tecnico-culturale a cura del Comitato Scientifico del Master. La prova avverrà in presenza presso uno dei Politecnici a scelta. Seguirà un colloquio a cura di Terna. Saranno ammessi 45 candidati, equamente distribuiti tra i tre Politecnici (15 per ciascun Ateneo). Il percorso formativo prevede il conseguimento di 60 Crediti Formativi Universitari (CFU), pari a 1.500 ore complessive suddivise tra lezioni frontali, esercitazioni e project work. Il programma è articolato in 10 moduli didattici con project work finale. Nel corso della durata del master, 1 anno, saranno organizzati seminari integrativi di approfondimento e visite presso gli impianti Terna, con l’obiettivo di arricchire ulteriormente l’esperienza formativa. I costi di partecipazione al Master, per tutti i candidati ammessi, saranno interamente sostenuti da Terna. Inoltre, saranno altresì assegnatari di Borse di Studio di 19.000 €, anch’esse a carico di Terna. Infine, Terna coprirà le spese di viaggio e alloggio necessarie per lo svolgimento delle lezioni a classi riunite. L’avvio del Master è previsto per il 24 novembre 2026.

 

Comunicato stampa.

 

 

prof. Massimo La Scala - Poliba

 

9 giugno Poliba presentazione Master II edizioneAltro momento. Al centro la prof. Di Roma

 

Terna

Summer School sull'economia blu per lo “Sviluppo sostenibile dell'industria della nautica da diporto e delle crociere”

Internazionalizzazione. Studenti del Poliba a Cattaro presso l’Università del Montenegro

Summer School sull'economia blu per lo “Sviluppo sostenibile dell'industria della nautica da diporto e delle crociere”

Premiata Francesca Orlando, laureanda magistrale del Politecnico, quale migliore studentessa del master 2026. In aula anche studenti albanesi e montenegrini

 

Ana Pešić dell'Università del Montenegro con Francesca Orlando

Bari, 11 luglio 2026 – Lo “Sviluppo sostenibile dell'industria della nautica da diporto e delle crociere" è stato il tema della Scuola estiva internazionale, tenutasi in Montenegro dal 29 giugno al 4 luglio a Cattaro, presso il Centro di formazione sull'economia blu dell'Istituto di biologia marina dell'Università del Montenegro.

Organizzata nell'ambito del progetto Interreg IPA Sud Adriatico “Competenze di alto livello e orientate al mercato per un Sud Adriatico blu e digitalizzato 'intelligente e qualificato' – Skill”, la Summer School ha riunito studenti e giovani professionisti provenienti da Montenegro (5), Albania (5) e Italia (8) per un programma di apprendimento transfrontaliero accreditato. 

La presenza italiana è stata significata da otto studenti del Poliba così composta: Francesca Orlando, Marika Matera, Maria Teresa Manchisi, Andrea Mazzeo (Ingegneria. civile ambientale); Gaetano Fioriello, Thomas Francioni, Fabrizio De Leonardis (Ingegneria. Meccanica); GianFranco Baccarella (Ingegneria Informatica).

La partecipazione Poliba si è distinta anche per il primo posto raggiunto da Francesca Orlando nei test di valutazione all’apprendimento proposti quotidianamente (70 domande a risposta multipla giornaliere) su sette aree tematiche previste. Di Taranto, laureata in ingegneria Civile triennale, Francesca, prossima alla laurea magistrale, è stata premiata nella cerimonia di chiusura del master. Nell’occasione, sono stati consegnati gli attestati a tutti i partecipanti per aver soddisfatto con successo i requisiti richiesti. 

Durante il soggiorno montenegrino, i partecipanti hanno assistito a lezioni, seminari, esercitazioni pratiche, visite sul campo e attività di studio di casi. La Summer School ha incluso visite all'allevamento di molluschi di Luka Milošević, a Porto Montenegro, al porto di Cattaro, ad una nave da crociera, alla Facoltà di Studi Marittimi, all'Acquario Boka e ai laboratori dell'Istituto di Biologia Marina.

Nel corso delle giornate del master sono intervenuti: Mirko Đurović, direttore dell'Istituto di biologia marina dell'Università del Montenegro; Antonio Agrosi, rappresentante del Segretariato congiunto del programma Interreg IPA Sud Adriatico; Danilo Nikolić, direttore della scuola estiva della Facoltà di studi marittimi dell'Università del Montenegro e Ana Pešić , coordinatrice della scuola estiva dell'Istituto di biologia marina dell'Università del Montenegro Gli studenti del Politecnico sono stati coordinati dal prof. Umberto Berardi.

Comunicato Stampa.

 

Aquarium BokaFoto di gruppo del Master in MontenegroIn aula per il testMontenegroMilica Mandic

Premio al prof. Vincenzo Spagnolo per i contributi alla scienza sullo sviluppo della spettroscopia fotoacustica al diapason di quarzo

Riconoscimenti. In Brasile, l’International Photoacoustic and Photothermal Association

Premio al prof. Vincenzo Spagnolo per i contributi alla scienza sullo sviluppo della spettroscopia fotoacustica al diapason di quarzo Applicazioni: diagnostica biomedica, monitoraggio ambientale, sicurezza industriale. Il laboratorio PolySense per le ricerche e le sperimentazioni

 

il prof. Vincenzo Spagnolo riceve il riconoscimento dal prof. Andreas Mandelis, Presidente IPPA

Bari, 6 luglio 2026 – In Brasile, lo scorso 2 luglio, in occasione della Conferenza biennale dell’International Photoacoustic and Photothermal Association (IPPA), il prof. Vincenzo Spagnolo, Dipartimento Interateneo di Fisica, Poliba-Uniba, ha ricevuto un prestigioso premio per gli eccezionali contributi alla scienza sullo sviluppo della spettroscopia fotoacustica al diapason di quarzo (QEPAS).

L’IPPA Award è un riconoscimento per scienziati, ingegneri e medici che abbiano dato contributi importanti e di impatto nel campo delle scienze e tecnologie fotoacustiche e fototermiche.

Ambiente, sicurezza, medicina. Il lavoro di ricerca del prof. Spagnolo – è scritto nelle motivazioni – “ha fatto progredire la rivelazione fotoacustica risonante e ha consolidato la QEPAS come tecnica ad altissima sensibilità per il rilevamento di gas in tracce nelle regioni del medio infrarosso e dei terahertz. Le sue principali innovazioni nella progettazione QEPAS, nell’ottimizzazione del segnale, nel funzionamento a banda larga e nel rilevamento compatto multi-gas - continua - hanno reso possibili applicazioni nel monitoraggio ambientale, nella sicurezza industriale e nella diagnostica biomedica”. 

Laboratorio. Tali ricerche si sono avvalse del laboratorio congiunto PolySenSe-THORLABS, presente nel Dipartimento di Fisica, che ha infine contribuito alla commercializzazione di moduli con tecnologia al quarzo, QEPAS e relativi sistemi, estendendo la ricerca alle applicazioni reali nei settori citati.

Applicazioni e partner. La soddisfazione del prof. Spagnolo è evidente. Sulle sperimentazioni e applicazioni dice: “per medicina abbiamo collaborazioni in corso con il Centro specializzato in gastroenterologia, “Saverio de Bellis”- IRCCS, di Castellana Grotte sul tumore al colon-retto con analisi del respiro e biopsia liquida con spettroscopia IR. Stiamo iniziando con l’Oncologico di Bari e “de Bellis” di Castellana ad utilizzare un microscopio a cascata quantica di recente acquisito, il primo del suo tipo in Italia, per analisi di campioni biologici. Per l’ambiente è appena terminato il progetto ‘Optimove’, legato alla analisi dell'aria nell'area urbana barese con il Centro Nazionale di Mobilità (MOST). Abbiamo terminato le misure e stiamo finalizzando l'analisi dei dati. Ci sono sostanze che a seguito di esposizione in prossimità di strade trafficate vengono inalate e permangono diverse ore nel corpo. Ma i dati finali li avremo a fine mese. Infine, sul tema sicurezza, abbiamo in corso un progetto con Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia INGV) il cui scopo è stato la realizzazione di un sensore per acido solfidrico, H2S (odore tipico di uova marce), che potesse essere in grado di monitorare la concentrazione di questo tipo di gas in prossimità delle fumarole (Campi Flegrei) e fornire dati che potrebbero in futuro essere utilizzati per prevedere eventuali attività vulcaniche”.

Comunicato stampa.

 

“per medicina abbiamo collaborazioni in corso con il “de Bellis” (IRCCS Castellana Grotte) sul tumore al colon con analisi del respiro e biopsia liquida con spettroscopia IR. Stiamo iniziando con l’Oncologico di Bari e “de Bellis” di Castellana ad utilizzare il microscopio  ??? tipo?    per analisi di campioni biologici. 

Per ambiente è appena terminato il progetto ‘Optimove’, legato alla analisi dell'aria nell'area urbana barese con il Centro Nazionale di Mobilità (MOST). Abbiamo terminato le misure e stiamo finalizzando l'analisi dei dati. Ci sono sostanze che a seguito di esposizione in prossimità di strade trafficate vengono inalate e permangono diverse ore nel corpo. Ma i dati finali li avremo a fine mese.

Infine, sul tema sicurezza, abbiamo in corso un progetto con Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia INGV)………

 

Comunicato stampa.

Un momento della presentazione del prof. Vincenzo Spagnolo

 

 

 

L’Associazione Italiana di Geologia Applicata ed Ambientale premia il prof. Vincenzo Simeone per il miglior contributo professionale sulla Geologia Applicata

Premio “Vincenzo Cotecchia”. A Catania nel corso del convegno nazionale AIGAA 

L’Associazione Italiana di Geologia Applicata ed Ambientale premia il prof. Vincenzo Simeone per il miglior contributo professionale sulla Geologia Applicata 

“La conoscenza geologica deve svolgere un ruolo centrale nelle fasi decisionali, indirizzando attivamente le scelte progettuali”, sostiene il docente Poliba  

 

da SX Vincenzo Simeone; Monica Papini; Pantaleone De Vita.

 

Bari, 2 luglio 2026 – L’Associazione Italiana di Geologia Applica ed Ambientale (AIGAA) ha conferito ai proff. Vincenzo Simeone, ordinario di Geoingegneria nel Politecnico di Bari e Francesco Guadagno (Università del Sannio) il premio “Vincenzo Cotecchia”, per il miglior contributo professionale nell’ambito delle tematiche della Geologia Applicata. Tematiche per le quali il prof. Vincenzo Cotecchia pioniere e illustre docente del Poliba, è stato per anni indiscusso riferimento sia scientifico che professionale a livello nazionale ed internazionale. Il conferimento è avvenuto durante il convegno nazionale dell’Associazione svoltosi a Catania, 29-30 giugno scorsi.

Le motivazioni del premio sono riconducibili alle sfide derivate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e delle opere previste che ha portato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a rivoluzionare il processo della progettazione. 

 

In tale contesto, i proff. Vincenzo Simeone e Francesco Maria Guadagno dal 2021, in qualità di componenti esperti di Geologia Applicata del Comitato Speciale del Consiglio Superiore Lavori Pubblici, hanno seguito l’istruttoria di numerose grandi opere tra le quali: tratti di ferrovia dell’alta velocità, variante di Trento; autostrada Salerno Reggio Calabria; Porto di Trieste; Diga di Campo Lattaro (BN).

 

I loro contributi hanno dimostrato la strategicità degli studi geologici e di geologia applicata nella progettazione e nei Progetti di Fattibilità Tecnica ed Economica.

La loro attività ha consentito di porre in luce nell’ambito del Consiglio Superiore Lavori Pubblici, che, come affermano, “la conoscenza geologica deve svolgere un ruolo centrale nelle fasi decisionali, indirizzando attivamente le scelte progettuali, divenendo vera e propria geologia di progetto”. 

Le principali conclusioni della loro attività sono state condensate in un lavoro dal titolo La strategicità degli studi geologici nel Progetto di Fattibilità Tecnico Economica del nuovo Codice dei Contratti. Pubblicato sulla rivista Geologia Tecnica.

Più in generale, il prestigioso riconoscimento, sottolinea il contributo scientifico dei due docenti, teso a dare evidenza della strategicità ingegneristico-progettuale degli studi di Geologia Applicata per il Progetti di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE).

Alla cerimonia di consegna dell’attestato hanno partecipato la Presidente dell’Associazione Italiana di Geologia Applica ed Ambientale (AIGAA), Monica Papini (PoliMi) e il Vice-Presidente, Pantaleone De Vita (UniNa- Federico II).

 

Comunicato stampa.

Bradano-Basento, scenari di gestione della risorsa idrica in Basilicata

VIII edizione. Primo Premio tesi di laurea del Comitato Nazionale Italiano per le Grandi Dighe

Bradano-Basento, scenari di gestione della risorsa idrica in Basilicata

La ricerca della vincitrice, Giulia Acconciaioco: il comparto potabile risulta quello maggiormente penalizzato. La diga del Camastra emerge come principale elemento critico. Il recupero della capacità degli invasi esistenti e il completamento delle interconnessioni tra bacini si configurano come interventi strategici per rafforzare la resilienza complessiva del sistema, ridurne la vulnerabilità ai periodi di siccità

Giulia Acconciaioco

 

Bari, 22 giugno 2026 – Un nuovo contesto climatico. La gestione della risorsa idrica rappresenta oggi una delle principali sfide per il Mezzogiorno. L'aumento delle temperature, la irregolarità delle precipitazioni e la crescente frequenza di eventi estremi mettono sotto pressione sistemi di approvvigionamento progettati in un contesto climatico profondamente diverso da quello attuale. 

Bacino idrografico. Quando si parla di approvvigionamento idrico si tende a immaginare un percorso semplice, dalla sorgente al rubinetto. In realtà, la disponibilità di acqua per le città, l'agricoltura e le attività produttive dipende da sistemi infrastrutturali estremamente complessi. Le acque di pioggia che cadono al suolo confluiscono naturalmente nei corsi d’acqua del relativo bacino idrografico.

In molti casi questa risorsa viene raccolta e immagazzinata in laghi artificiali realizzati mediante dighe, per poter essere utilizzata nei periodi più secchi o quando la domanda aumenta.

Schemi idrici. L’insieme di queste opere di raccolta, trasporto e distribuzione dell’acqua costituisce i cosiddetti schemi idrici, fondamentali per la gestione della risorsa nel Sud Italia.

La Basilicata. In questo contesto la regione Basilicata riveste un ruolo strategico grazie alla presenza di importanti corsi d'acqua, tra cui Bradano, Basento, Agri, Sinni, Cavone e Noce. In combinazione con favorevoli caratteristiche geomorfologiche, la regione ospita uno dei più significativi sistemi di accumulo delle acque dell'Italia meridionale.

Le risorse immagazzinate negli invasi lucani, infatti, non soddisfano soltanto le esigenze lucane, ma vengono in parte trasferite verso la Puglia dove sostengono l’approvvigionamento potabile e irriguo delle aree centro-settentrionali del territorio regionale. 

Lo schema idrico Bradano-Basento. Tra le infrastrutture più rilevanti figura lo schema idrico Bradano-Basento, un articolato sistema di invasi, traverse e opere di trasferimento che svolge un ruolo fondamentale per gli usi potabili, irrigui e industriali dell’area centro-orientale della Basilicata. Lo schema comprende gli invasi del Pantano di Pignola, del Camastra, di Acerenza, di Genzano e di Serra del Corvo, oltre alle traverse (infrastrutture di collegamento) di Trivigno e Orto del Tufo sul fiume Basento. 

Criticità. Nonostante la sua importanza strategica, lo schema idrico Bradano-Basento presenta alcune criticità legate al mancato completamento di parte delle opere previste, all'interrimento degli invasi, all'invecchiamento delle infrastrutture e alla necessità di ammodernare i sistemi di monitoraggio e gestione. Problematiche che, insieme agli effetti dei cambiamenti climatici, hanno contribuito a riportare al centro dell'attenzione il tema della sicurezza idrica, come dimostrato, ad esempio, dalla crisi che ha interessato il potentino negli ultimi anni.

Ciò ha messo in evidenza la necessità, accanto agli interventi infrastrutturali, di cercare strumenti avanzati di analisi e pianificazione per tali reti al fine di migliorarne la capacità di risposta alle situazioni di crisi. 

La tesi di ricerca. In questo ambito si colloca il lavoro di ricerca della tesi di laurea, “Valutazione di scenari di gestione della risorsa idrica per il sistema Bradano-Basento” di Giulia Acconciaioco, 26 anni di Barletta, oggi dottoranda al Poliba.

1° premio. La tesi ha vinto l’8ª edizione del Premio di Laurea ITCOLD 2026, dedicato alle migliori tesi universitarie rivolte alle dighe e alla gestione delle risorse idriche. L’iniziativa è promossa dal Comitato Nazionale Italiano per le Grandi Dighe, ITCOLD, associazione scientifica che promuove lo studio dei problemi connessi alle dighe, la realizzazione, il loro esercizio. Il premio si inserisce nelle attività con cui ITCOLD promuove la ricerca e l’innovazione nel settore delle grandi dighe e delle infrastrutture idriche, valorizzando i contributi scientifici più innovativi del panorama nazionale.

La tesi (relatore, prof. Vito Iacobellis), è stata sviluppata presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica – DICATECh del Poliba. 

Ambiente WEAP. Lo studio è stato sviluppato attraverso la realizzazione di un modello in ambiente, WEAP (Water Evaluation and Planning System). Il modello ha permesso di rappresentare il funzionamento degli invasi, delle opere di trasferimento e dei principali fabbisogni potabili, irrigui e industriali, offrendo una visione d’insieme del comportamento del sistema in condizioni realistiche di gestione. 

I limiti constatati. I risultati hanno mostrato che lo schema Bradano-Basento, pur garantendo complessivamente il soddisfacimento dei fabbisogni irrigui, non esprime ancora pienamente le proprie potenzialità a causa di vincoli infrastrutturali e gestionali. 

Potabile, diga del Camastra. Il comparto potabile risulta quello maggiormente penalizzato dalle attuali limitazioni del sistema di approvvigionamento. In questo ambito, l’invaso del Camastra (Trivigno - PZ), emerge come principale elemento critico, influenzando in modo significativo la sicurezza della fornitura idropotabile, con ricadute evidenti sulle aree urbane del potentino. 

Prospettive e interventi. Lo studio ha analizzato diversi scenari di potenziamento infrastrutturale, assumendo il completamento delle opere originariamente previste e oggi in parte già finanziate nell'ambito del Piano Invasi 2020-2029. In particolare, le simulazioni hanno valutato gli effetti del recupero della piena capacità di accumulo degli invasi di Acerenza e Genzano e il funzionamento a regime delle altre infrastrutture. È stata inoltre analizzata la possibilità di ampliare le superfici irrigabili attraverso una gestione più flessibile dei trasferimenti idrici tra gli invasi. Le simulazioni hanno evidenziato come questi interventi possano rendere il sistema più flessibile ed efficiente, consentendo una gestione più razionale della risorsa e una maggiore capacità di risposta nei periodi di maggiore domanda idrica. L’analisi è stata inoltre estesa agli effetti dei cambiamenti climatici. In tale scenario, il recupero della capacità degli invasi esistenti e il completamento delle interconnessioni tra bacini si configurano come interventi strategici per rafforzare la resilienza complessiva del sistema, ridurne la vulnerabilità ai periodi di siccità e migliorare l’affidabilità dell’approvvigionamento idrico.

Comunicato stampa.

Invaso Genzano
Invaso Genzano 
Invaso Acerenza
Invaso Acerenza
Schema Idrico Bradano-Basento oggetto di studio
Schema Idrico Bradano-Basento oggetto di studio
 
area d'interesse

Area d'interesse

Primo in Italia. Presentazione del nuovo microscopio infrarosso Laser a Cascata Quantica, per applicazioni biomedicali

Workshop. È stato installato nel laboratorio PolySense, Dipartimento di Fisica Uniba-Poliba

 

Primo in Italia. Presentazione del nuovo microscopio infrarosso Laser a Cascata Quantica, per applicazioni biomedicali

 

A differenza delle tecniche istologiche convenzionali, la nuova tecnologia consente di ottenere immagini basate sulla composizione chimica e molecolare del campione, senza l’impiego di coloranti o reagenti. Attraverso l’analisi dell’impronta infrarossa delle biomolecole presenti nei tessuti, è possibile distinguere cellule sane e patologiche, identificare alterazioni metaboliche, porre una classificazione automatica

il nuovo microscopio laser a cascata quantica

Il nuovo microscopio laser a cascata quantica.

 

Bari, 17 giugno 2026 – Il Workshop internazionale “Infrared Microscopy with Quantum Cascade Laser for Biomedical Applications”, in programma venerdì, 19 giugno, ore 10,20, presso il Dipartimento Interateneo di Fisica, Uniba-Poliba, sarà dedicato alle più recenti frontiere della microscopia infrarossa e dell’imaging molecolare applicato alle scienze della vita. 

L’evento scientifico, al quale parteciperanno esperti del mondo accademico, clinico, industriale, assume significato particolare per la presentazione ufficiale del nuovo microscopio infrarosso a Laser a Cascata Quantica (Quantum Cascade Laser – QCL).

 

Realizzato da Bruker Corporation 1960, 90 sedi nel mondo, valore 450 mila euro, rappresenta il primo sistema di questa tipologia commercializzato e installato in Italia. La nuova tecnologia, collocata presso il PolySense Lab del Politecnico (referente scientifico, prof. Vincenzo Spagnolo), Dipartimento di Fisica, colloca Bari tra i principali poli nazionali per la ricerca nell’ambito dell’imaging biochimico avanzato.

 

La microscopia a Cascata Quantica (QCL) rappresenta una tecnologia emergente capace di rivoluzionare l’analisi dei tessuti biologici. A differenza delle tecniche istologiche convenzionali, essa consente di ottenere immagini basate sulla composizione chimica e molecolare del campione, senza l’impiego di coloranti o reagenti. Attraverso l’analisi dell’“impronta infrarossa” delle biomolecole presenti nei tessuti, è possibile distinguere cellule sane e patologiche, identificare alterazioni metaboliche e supportare sistemi avanzati di classificazione automatica basati su algoritmi di intelligenza artificiale. 

L’acquisizione del microscopio è il risultato di una collaborazione strategica tra il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione (DEI) del Politecnico e il Dipartimento Interateneo di Fisica, resa possibile grazie alle attività della Fondazione “D³4Health” e al contributo congiunto dello Spoke 2 – IN²LAB e dello Spoke 3 – PolySense Lab. Questa sinergia ha consentito di realizzare una infrastruttura di ricerca unica nel panorama nazionale, destinata a sostenere attività di ricerca interdisciplinare nei settori della medicina di precisione, della patologia digitale e dell’intelligenza artificiale applicata alla salute.

 

Workshop. Il programma. Ore, 10,20. Aula A. Dipartimento di Fisica (campus universitario). Interventi dedicati alla strategia della Fondazione “D³4Health” per la medicina di precisione, alle applicazioni della microscopia infrarossa su campioni biologici, alla stratificazione del rischio nel tumore della prostata mediante spettroscopia QCL e ai più recenti sviluppi della patologia digitale intelligente. 

Tra i relatori: prof. Dougal Ferguson, Università di Manchester, dr. Diego Sali, Bruker Optics, prof. Vitoantonio Bevilacqua Politecnico di Bari, prof. Andrea Zifarelli PolySense Lab, dott.ssa Lorena Nappa, Fondazione D³4Health. 

Nel pomeriggio i partecipanti avranno l’opportunità di visitare il PolySense Lab e assistere a una dimostrazione pratica del nuovo microscopio QCL, osservandone direttamente le capacità di acquisizione e analisi su campioni biologici. 

 

L’iniziativa conferma il ruolo crescente di Bari come centro di eccellenza internazionale nelle tecnologie fotoniche per la salute e nella realizzazione di infrastrutture avanzate per la ricerca interdisciplinare, con l’obiettivo di accelerare il trasferimento delle innovazioni scientifiche verso applicazioni cliniche concrete.

 

 

Comunicato stampa.
 

 
prof. Vincenzo Spagnolo referente scientifico PolySense Lab
Il prof. Vincenzo Spagnolo referente scientifico PolySense Lab.


 

workshop programma
 

 

Gli affitti turistici brevi nelle città

Edilizia & locazioni. Domani, 17 giugno, ore 9,00, aula magna Dipartimento ARCOD

Gli affitti turistici brevi nelle città

Dinamiche strutturali e iniziative di regolamentazione. La proposta di Legge della Regione Puglia sulla regolazione del fenomeno delle locazioni brevi

 

Gli affitti turistici brevi nelle città - locandina

 

Bari, 16 giugno 2026 – Si svolgerà a Bari domani, 17 giugno, ore 9,00, presso l’aula magna del Dipartimento di Architettura, Costruzioni, Design (ARCOD) del Politecnico (campus universitario) una giornata-studio sugli affitti turistici brevi nelle città italiane. Dinamiche strutturali e iniziative di regolamentazione con un focus dedicato alla città di Bari. Essa costituisce l’approfondimento della ricerca AIRMAP.

L’iniziativa segue due precedenti appuntamenti dedicati al tema: Torino, 22 maggio per un quadro dettagliato delle principali caratteristiche del fenomeno degli affitti brevi: dalla diffusione alle performance economiche; dalla distribuzione geografica alle caratteristiche dei soggetti che gestiscono gli annunci, alla evoluzione nel periodo 2017-2024 e del 25 maggio, presso la sede della Regione Puglia, per presentare un lavoro, Uniba-Poliba, orientato sulla città di Bari.

Sugli esiti di questo percorso e del lavoro analitico sul fenomeno (cfr https://full.polito.it/airmap/), sarà ampiamente presentata la ricerca nazionale e locale dedicata al tema, anche per poter stimolare una riflessione aggiornata sulla costituenda proposta di Legge Regionale sulla regolazione del fenomeno delle locazioni brevi.

La giornata, ore 9,00 sarà presentata dai rettori del Poliba, Umberto Fratino e di Uniba, Roberto Bellotti. Seguiranno due sessioni. 

Alle 9,15. Prima sessione

Le dinamiche strutturali. Presiede Mariella Annese - Politecnico di Bari

Relazione: Il quadro delle città italiane. Loris Servillo - Politecnico di Torino

Intervento: Il caso di Bari. Fabrizio D'Alessandro - Politecnico di Bari

Intervento: Mercato dell'affitto e abitare studentesco. Francesco Prota - Università di Bari "Aldo Moro"

 

Ore 11:00. Seconda sessione.

Le iniziative di regolamentazione

Presiede, Nicola Martinelli - Politecnico di Bari

Relazione: il quadro della regolamentazione in Italia. Filippo Celata - Sapienza Università di Roma

Intervento: Le lezioni di Barcellona. Giovanna Mangialardi - Politecnico di Bari

Intervento: Il caso della Puglia. Angela Barbanente - Politecnico di Bari

Intervento. Giovanna lacovone - Vicesindaca del Comune di Bari

Conclusioni

Gianfranco Viesti - Università di Bari Aldo Moro

L’iniziativa è curata dal Politecnico di Bari e dall’Università “Aldo Moro” di Bari.

 

Comunicato stampa.


crediti Nicola Cavallera per Barium C

Una tesi per la città. La modernità dei lungomari monumentali di Bari

Architettura & urbanistica. I vincitori della Borsa di studio del Comune di Bari 

Una tesi per la città. La modernità dei lungomari monumentali di Bari

Sei giovani neoarchitetti del Poliba, tra storia e presente e un progetto sull’area portuale Marisabella. La proposta selezionata per l'esposizione alla 19. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia

 

Dell’Olio, Camporeale, Conte, Biagiotti, Caravella, Corallo

 

Bari, 15 giugno 2026 – “La Modernità dei Lungomari Monumentali di Bari” è il titolo della tesi di laurea in architettura, di sei giovani pugliesi del Politecnico di Bari. Il lavoro, oltre a consentire la laurea, ha trovato positivo riscontro in una apposita sezione del bando del Comune di Bari dedicato alle tesi di laurea sulla città, anno accademico 2023-24. 

La tesi, premiata assieme ad altre, con una borsa di studio di 1.546,00 euro, è stata sviluppata nel dipartimento di Architettura, Costruzione e Design (ArCoD) del Poliba. Il lavoro è stato condotto da Alessia Biagiotti di Taranto; Alessia Camporeale e Tiziana Caravella (Molfetta - BA); Stella Conte (Giuggianello – LE); Nicola Antonio Corallo (Bari); Michele Dell’Olio (Bisceglie – BA); Relatore, prof. Matteo Ieva con il contributo di altri ricercatori. 

Tracce del percorso. La tesi di ricerca si sviluppa in 263 pagine. È una approfondita ricognizione sulle dinamiche urbanistiche-architettoniche della città con l’ausilio di ricerche documentarie, molte delle quali inedite. Le vicissitudini di una Bari medioevale raccolta nelle mura del borgo marinaro emergono alla fine del 1700. Se ne fa interprete ufficialmente Re Gioacchino Murat (1767-1815) nel primo decennio del 1800. Inizia la storia moderna di una espansione in corso tutt’oggi. Dopo un ampio resoconto delle dinamiche lungo il secolo, lo studio esamina e si concentra sull’architettura degli anni venti-trenta del 1900, disposta sulla cornice dei due neonati lungomari. Ancora oggi, ad un secolo di distanza, i lungomari, con il loro corredo di edifici pubblici (periodo: 1920 inizi 1960), rappresentano la città moderna di Bari nel mondo. In questo percorso di trasformazione emerge il ruolo e l’opera dell’architetto pugliese, Saverio Dioguardi, autore e interprete della monumentalità della Bari moderna. Il lavoro si proietta infine nel futuro con la proposta di una nuova sistemazione della parte portuale moderna di Marisabella. 

I contenuti. L’introduzione e l’inquadramento storico-urbanistico di Bari attraverso i piani di ampliamento della città, fino al 1934, consentono la conoscenza delle dinamiche del tempo e il dibattito scaturito nella prima metà del ‘900. Fondamentale per la Bari nuova fu il borgo extramoenia di Gioacchino Murat del 1813, evolutosi dalle tracce e le promesse di espansione del 1780-1790 dal regno di Ferdinando IV (1751–1825). Espansione nata dall’esigenza d’igiene sanitario, di sicurezza per gli incendi, di aereazione, di sovrappopolamento. La disposizione a scacchiera favorì un ordinato sviluppo e migliori condizioni di vivibilità e sicurezza. La pavimentazione della nuova Bari iniziò nel 1830. Furono eretti diversi edifici pubblici: Teatro Piccini, 1840; Chiesa di San Ferdinando, 1844; Cimitero 1842. Stazione ferroviaria, fulcro della modernità, 1864. Parallelamente, la città crebbe numericamente: 18 mila abitanti nel 1790; 30 mila nel 1861, con l’unità d’Italia; 50 mila nel 1871 diventando così una delle principali città del meridione. Una serie di piani urbanistici e regolatori investì il dibattito della città a cavallo del 1900, premesse di una nuova era nella storia cittadina. Bari iniziò a mostrare una nuova florida produzione architettonica. Il 1926 fu l’anno della svolta. Il Governo del tempo prefigurò un nuovo progetto per Bari, nell’ambito del potenziamento del Meridione e dell’incremento dei commerci. In questo piano strategico, l’edilizia assunse una posizione di estrema importanza nell’ottica economica. In quell’anno, venne nominato primo Podestà di Bari, Araldo Di Crollalanza (1892–1986). Sarà figura determinante. Così come indicato dalle nuove direttive profuse da Roma, slanciò le attività per rendere il capoluogo pugliese cerniera tra occidente e oriente, Porta d’Oriente. Per Di Crollalanza la politica di massiccio incremento dei lavori pubblici rappresentò la via maestra verso la modernizzazione. Nel 1930 Di Crollalanza venne nominato Ministro dei Lavori Pubblici (1930-35). La sua ascesa fu dominante nell’ambito dell’amministrazione pubblica. Per consolidare il volto della città votata al partito, si incaricò della costruzione di opere di rappresentanza, tra i quali i due lungomari di Bari,: Nazario Sauro e Vittorio Veneto, prefigurati già dal 1918, su cui si inserirono edifici pubblici di varie funzioni. I lungomari divennero vero simbolo fondativo della città nuova, autentico successo della Bari dal colore unico, colonna vertebrale e linea di osmosi con il mare, che da fonte di profitto si trasformò in simbolo. 

L’architettura assunse un ruolo di primaria importanza per interpretare e veicolare messaggi di propaganda politica, ma anche d’immagine di rinnovamento nazionale. Nello stesso periodo venne aggiunto il tratto di strada, lungomare “Imperatore Augusto”, per unire le due parti del lungomare e cingere il borgo antico. In evidenza il progetto del nuovo porto. Rimase l’antico problema dell’interconnessione della città antica con la parte moderna. Un progetto, mostrato a Mussolini nel 1926 propose la demolizione e ricostruzione di Bari Vecchia. Prevista una Grande Galleria dedicata al Duce. Salvi solo Cattedrale, Basilica e Castello. Il progetto non venne mai realizzato.

L’attivismo del Ministro, Di Crollanza di quegli anni incontrò uno dei più importanti architetti pugliesi: Saverio Dioguardi (1888–1961). Dioguardi, all’apice della sua notorietà nel 1934, fu capace, più di altri, di unire l’immaginazione del costruito con l’esperienza del “fare” proprio del cantiere, interpretando e abbinando materiali e tecniche costruttive nel loro più opportuno uso come l’uso del ferro e del cemento armato già dagli inizi degli anni dieci. 

A questa ardita figura di architetto, la tesi dedica un’ampia descrizione del suo percorso professionale, rintracciando e menzionando l’elenco di tutti i progetti, realizzati e non, molti dei quali da quella che sarà anche la sua grande impresa familiare di costruzioni.

Dioguardi tradusse in opere i simboli, i principi, l’idea di una nuova “Polis” di una “Grande Bari”, prefigurata da Di Crollalanza, affacciata sul Mare che fu “Golfo di Venezia”, arricchita culturalmente dalla neonata Regia Università Adriatica “Benito Mussolini” (1924) e commercialmente dalla Fiera del Levante (1930).

A differenza dell’architettura di altre dittature, uguali, ripetitive, monotone, quella del ventennio si distinse per la varietà stilistica, frutto della libertà di espressione individuale, senza degenerare nell’anarchia.

In tale contesto della Bari degli anni trenta, si inserisce fa figura cardine di Dioguardi. Tra le sue opere la tesi analizza con dedizione, e ricerche anche presso l’Archivio di Stato di Bari, due opere che lo vide protagonista: la Caserma Comando della Quarta Zona Aerea Territoriale (IV Z.A.T.), oggi Comando Scuole A.M. III Regione Aerea realizzata tra il 1932 e il 1935, Lungomare Nazario Sauro e la Caserma della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, progettata nel 1933, realizzata tra il 1934-1939, attualmente conosciuta come Caserma della Brigata Meccanizzata “Pinerolo”, Lungomare Vittorio Veneto. 

La lettura dei caratteri monumentali delle due caserme di Dioguardi riveste centralità nell’intero lavoro, per quantità d’indagine ricognitiva documentale. In particolare, si aggiunge per la III Regione Aerea, la parte didattica del rilievo, per una restituzione grafica dello stato di fatto attuale e l’analisi energetica. Per entrambe, si aggiunge la descrizione dell’analisi dello stato di conservazione per un possibile restauro. La lettura di tali documenti ed elaborati grafici consente di comprendere le varie fasi costruttive di tali manufatti e il loro significato. 

Questi edifici ed altri, eretti nel chiaro intento di imporsi lungo la fascia costiera in un rapporto diretto col mare, percepiti come fronte unico, continuano ancora oggi a raccontare la loro teatralità. Tale condizione vale soprattutto per il lungomare Nazario Sauro, non per il lungomare Vittorio Veneto, la cui funzione negli anni ha virato sempre più verso un carattere industriale attraverso la costruzione di strutture e capannoni sul lato mare.  La perdita dell’affaccio mare di questo lungomare ha portato a cercare una nuova lettura e modalità perché la città tornasse a riappropriarsi di un affaccio sul mare. La tesi individua una porzione della colmata, “Marisabella” prospicente la Caserma “Pinerolo”. Una serie di ricerche storiche, le condizioni di fatto, la mobilità, hanno portato ad individuare una proposta sostenibile. 

L’utilizzo del verde, filtro per una riappropriazione della qualità urbana e sua valorizzazione, il Museo del Mare, le sedi per gli uffici direzionali dell’Autorità Portuale, altre infrastrutture, hanno mirato, secondo la proposta, a costituire un “anti-lungomare” monumentale. Il progetto immaginato dai sei neolaureati, infatti, si propone di creare una transizione rispettosa del contenuto esistente, valorizzando un’area che attualmente è coperta da asfalto perché destinata a parcheggio e punta a creare e ad offrire alla città una modalità diversa di rapportarsi con il mare.

La proposta vincitrice è stata selezionata per l'esposizione alla 19. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia. Qui il video progettuale: https://youtu.be/9PMRJM0nRFs 

 

 

Comunicato stampa.

 

Area di Marisabella
L’area di Marisabella, luogo centrale della proposta progettuale.
Dettaglio architettonico storico
Dettaglio architettonico del patrimonio monumentale analizzato nella ricerca.
Edificio monumentale sul lungomare
Uno degli edifici monumentali oggetto della lettura storico-architettonica.
Elaborato grafico storico
Elaborato grafico relativo alla configurazione monumentale del fronte urbano.
Proposta progettuale per Marisabella
Vista progettuale dell’intervento immaginato per la nuova relazione tra città e mare.
Schema progettuale
Schema di lettura e trasformazione dell’area portuale.
Vista aerea della città di Bari nel 1952
Vista aerea della città di Bari, 1952.
Progetto hub visto dall'alto in rapporto al waterfront monumentale
Il progetto dell’hub in rapporto al waterfront monumentale.
Architetto Saverio Dioguardi
L’architetto Saverio Dioguardi, figura centrale nella ricerca sui lungomari monumentali.

Visioni in Musica, il coro e il cinema

I Concerti del Politecnico. Giovedì, 11 giugno, ultimo appuntamento della 7 edizione 2026

 Visioni in Musica, il coro e il cinema

Indagine sul rapporto, musica e immagine cinematografica

 

Poliba Chorus

 

Bari, 8 giugno 2026 – “Visioni in musica, il coro e il cinema” è un progetto del “Poliba Chorus” che indaga sul rapporto tra musica e immagine cinematografica. Il percorso esplora il ruolo della musica come elemento narrativo autonomo, capace di amplificare l’emozione, definire identità e guidare la percezione dello spettatore. Attraverso un repertorio che attraversa compositori e autori contemporanei, il progetto analizza la colonna sonora come vero e proprio “personaggio” del racconto filmico. Un itinerario artistico e produttivo che valorizza la sinergia tra suono e visione, ponendo il coro al centro del linguaggio audiovisivo contemporaneo.

All’iniziativa, in programma giovedì, 11 giugno, ore 18,30 presso la sede del rettorato del Politecnico (campus universitario) parteciperà il Poliba Chorus con il direttore, Alessandro Fortunato. Ingresso libero, previa prenotazione attraverso il presente link: https://www.eventbrite.it/e/visioni-in-musica-tickets-1984609939754?aff=oddtdtcreatorsino ad esaurimento posti. Termine ultimo per prenotarsi: 11 giugno, ore 12,00.

I protagonisti. Antonio Alessandro Fortunato, classe 1985, si diploma in organo e pianoforte. Consegue il master in musicoterapia seguendo corsi di pedagogia e didattica musicale presso l’Orff Institute di Salisburgo. Appassionato della voce e della coralità, ha seguito corsi di canto e didattica per la vocalità funzionale. Studia direzione di coro con direttori di coro di fama internazionale. È direttore dell'Apulia Cantat con cui ha partecipato a numerosi concorsi nazionali ed internazionali. E' cembalista presso la Fondazione Teatro Petruzzelli

Il Poliba Chorus nasce nel 2021 sul solco di una strutturata collaborazione tra il Politecnico di Bari e ARCoPu. E' un progetto musicale e formativo aperto a coristi, studenti e appassionati della musica. L'esperienza corale è affidata alla guida del maestro Alessandro Fortunato. 

 

“I Concerti del Politecnico”, 7 edizione, è una iniziativa del Politecnico di Bari e di ARCoPu (Associazione Regionale Cori Pugliesi) con il sostegno della Regione Puglia.

 

Comunicato stampa.


Alessandro Fortunato direttore

Azioni preventive e predittive per la conservazione del patrimonio archeologico e monumentale

The Future of the Archeology. Giornata studio, venerdì, 5 giugno, Convento di Santa Chiara 

Azioni preventive e predittive per la conservazione del patrimonio archeologico e monumentale

La conservazione di tale patrimonio non può prescindere dall'adozione di approcci preventivi e predittivi, capaci di intercettare i fenomeni di degrado nelle loro fasi iniziali e di supportare le decisioni di tutela e di intervento. In questa direzione si colloca il progetto pilota "Sistema di monitoraggio predittivo per la conservazione di siti archeologici ed edifici monumentali", finanziato dal Ministero della Cultura - MiC

 

Pompei

 

Bari, 3 giugno 2026 - Il patrimonio archeologico e monumentale che caratterizza il territorio italiano costituisce una testimonianza di valore universale della storia e dell'identità culturale del nostro Paese, ma, al tempo stesso, rappresenta un'eredità particolarmente vulnerabile, esposta agli effetti combinati dell'invecchiamento dei materiali, delle sollecitazioni ambientali e antropici, nonché dei rischi naturali che insistono sull'Area Mediterranea. 

 

La conservazione di tale patrimonio non può oggi prescindere dall'adozione di approcci preventivi e predittivi, capaci di intercettare i fenomeni di degrado nelle loro fasi iniziali e di supportare, su base oggettiva, le decisioni di tutela e di intervento.

 

In questa direzione si colloca il progetto pilota "Sistema di monitoraggio predittivo per la conservazione di siti archeologici ed edifici monumentali", promosso dall'Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library del Ministero della Cultura, nel cui ambito si inserisce la giornata di studio "The Future of the Archeology", in programma venerdì, 5 giugno, ore 11,00, a Bari, borgo antico, presso il Chiostro del Convento di Santa Chiara (via Pier L’Eremita, 25/b).

 

La giornata studio, curata dal Politecnico di Bari (referente scientifico, prof. Dora Foti, Dipartimento ARCOD), nasce dalla consapevolezza che la salvaguardia del costruito storico richieda un cambio di paradigma, dal modello tradizionale di intervento a posteriori ad eventi a una gestione informata dal dato, fondata sull'integrazione tra conoscenza approfondita del manufatto, tecnologie digitali e sistemi di “Structural Health Monitoring” per il controllo continuo del suo comportamento.

 

La giornata si articolerà in quattro sessioni scientifiche, con interventi orientati all'approfondimento delle metodologie digitali più avanzate per la salvaguardia preventiva del patrimonio archeologico e monumentale. Particolare attenzione sarà dedicata alle tecniche di rilievo e diagnostica non distruttiva, agli strumenti di gestione e interrogazione del dato, nonché alle strategie di monitoraggio strutturale finalizzate a una più efficace tutela delle architetture storiche.

Uno spazio specifico sarà riservato alla presentazione dei risultati del progetto pilota "Sistema di monitoraggio predittivo per la conservazione di siti archeologici ed edifici monumentali", finanziato dal Ministero della Cultura, relativo all'applicazione di un sistema di monitoraggio strutturale al complesso delle Terme Femminili di Pompei, caso di studio paradigmatico per la complessità delle problematiche conservative. Per ingegneri e architetti sono previsti crediti formativi dei rispettivi ordini.

 

 

Programma 

11:00 | Saluti istituzionali

Soprintendente Città Metropolitana di Bari - Dott.ssa F.R. Paolillo, Direttrice Castello Svevo di Bari-Direzione regionale Musei nazionali Puglia e Soprintendente ad interim BAT-FG– Arch. Anita Guarnieri

Rettore Politecnico di Bari - Prof. Ing. U. Fratino 

Direttore Generale Parco archeologico Pompei - Dott. G. Zuchtriegel

Direttore Generale Digitalizzazione e Comunicazione MiC - Dott. A. De Pasquale

Presidente Ordine Ingegneri Bari - Ing. C. Contesi 

Presidente Ordine Ingegneri Napoli - Prof. Ing. A. Prota

Presidente Ordine Architetti Bari - Arch. C.D. Mastronardi 

Presidente Nazionale A.I.D.I.A. - Arch. A. Vella

Direttore Dipartimento ArCoD - Prof. Arch. F. Defilippis 

12:00 I sessione 

Dora Foti – Politecnico di Bari - “Identificazione del comportamento dinamico di pareti non strutturali nell'antichità: il caso di Pompei”. Giuliano Romalli – Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale – Digital Library - “Digital Library e la nascita di Ecomic. Un ecosistema nazionale per la tutela, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale”. Francesca Romana Paolillo, Caterina Annese, Elena Dellù –Soprintendenza Città Metropolitana di Bari -L’attività della Soprintendenza ABAPper la città metropolitana di Bari: metodologie multidisciplinari e sperimentali per la tutela e il monitoraggio conservativo del patrimonio archeologico territoriale. Anita Guarnieri, Savino Gallo, Annalinda Iacoviello - Castello Svevo di Bari-Direzione regionale Musei nazionali Puglia e Soprintendenza BAT-FG– “Tutela e valorizzazione: i progetti in corso a cura del Castello svevo di Bari DRMNPuglia e della Soprintendenza ABAPBAT-FG“

14:30 | II sessione

Luigi Oliva – Istituto Centrale per il Restauro MiC - “Percorsi di ricerca dell'ICR nella conservazione del patrimonio archeologico”. Arianna Traviglia – Centro per Cultural Heritage Technology – ITT Venezia - “Dalla robotica al monitoraggio strutturale: nuove tecnologie per la tutela dei siti archeologici”. Alessandra Zambrano – Responsabile R&I Parco Archeologico di Pompei, MiC - “R&I per la conservazione dei siti archeologici: l'esperienza di Pompei”

15:30 | III sessione

Francesca Ceroni – Università degli Studi di Napoli “Parthenope”-“Vulnerabilità a meccanismi fuori piano di elementi murari nel Parco Archeologico di Pompei". Lorenza Petrini – Politecnico di Milano - “Verso un approccio integrato di diagnostica e analisi strutturale: il caso del Parco Archeologico di Pompei”. Stefano Podestà – Università degli Studi di Genova - “Le coperture dei siti archeologici: il caso studio del sito archeologico di Villa Arianna a Castellamare di Stabia – Parco Archeologico di Pompei”

16:30 | IV Sessione

Gian Piero Lignola – Università degli Studi di Napoli “Federico II” - “Soluzioni strutturali innovative nell’area archeologica di Pompei.”. Giacomo Martines – Politecnico di Bari -“La salvaguardia preventiva del Patrimonio Culturale dalla teoria della conservazione alle potenzialità date dalle tecnologie predittive”. Michele Antonicelli – Planetek Italia -“Monitoraggio da satellite per la salvaguardia del patrimonio storico-culturale”.

 

Comunicato stampa.

Pompei interventitecnica d'intervento

Musiche sotto le stelle metropolitane

Conferenza stampa.  Domani, giovedì 4 giugno, Palazzo della Città Metropolitana di Bari 

Musiche sotto le stelle metropolitane

Presentazione del cartellone estivo dell’Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari. Previsti oltre 30 concerti in numerosi comuni del territorio metropolitano

 

Musica sotto le stelle metropolitane - eventi diffusi estivi 2026

 

Bari, 3 giugno 2026 - Domani, giovedì 4 giugno, alle ore 10.30, nella Sala Giunta del Palazzo della Città Metropolitana di Bari (Lungomare Nazario Sauro, 29), si terrà la conferenza stampa di presentazione di “Musiche sotto le stelle metropolitane”, il cartellone estivo dell’Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari.

La rassegna prevede oltre 30 concerti che faranno tappa in numerosi comuni del territorio metropolitano, ma anche spazi universitari, ospedali e centri sportivi, con l’obiettivo di portare la musica sinfonica sempre più vicino a studenti, docenti, pazienti e cittadini.

Il programma unisce cultura, formazione e partecipazione civile, valorizzando il ruolo della musica quale strumento di inclusione e condivisione.

Interverranno il Sindaco metropolitano Vito Leccese, i Rettori dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e del Politecnico di Bari Roberto Bellotti e Umberto Fratino, la Consigliera delegata della Città Metropolitana di Bari alla Promozione socio-culturale e turismo, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico, documentale e librario e Orchestra Metropolitana Francesca Bottalico, il Direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Policlinico” di Bari Antonio Sanguedolce, il Presidente del CUS (Centro Universitario Sportivo) Bari Antonio Prezioso, il Direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica Metropolitana Vito Clemente, il Dirigente del Settore Promozione e Coordinamento dello Sviluppo Economico, Sociale e Culturale Raffaele Nicola Vitto e i Sindaci dei Comuni dell’area metropolitana.

 

Comunicato stampa.

Terna e Politecnico di Bari presentano il Master su "Innovazione nei Sistemi Elettrici per l’Energia”

Master di II livello. Pubblicato il bando. Presentazione seconda edizione il 9 giugno al Poliba 

Terna e Politecnico di Bari presentano il Master su "Innovazione nei Sistemi Elettrici per l’Energia”

Al termine del percorso formativo i partecipanti conseguiranno il titolo di Master rilasciato congiuntamente dai Politecnici di Bari, Milano e Torino. L’iniziativa, interamente finanziato da Terna, rientra nell’ambito del PoliTech Lab, la Rete Politecnica di Alta Competenza. Ogni Politecnico proporrà 15 studenti selezionati per un totale di 45. Le attività didattiche si svolgeranno presso i tre Atenei e nel Campus di Terna Academy a Roma. Scadenza domanda di ammissione: 8 settembre

 

Roma. Terna. Aula Master 1 edizione.

 

Bari, 30 maggio 2026 -È stato pubblicato il bando della seconda edizione del Master di II Livello in“Innovazione nei Sistemi Elettrici per l’Energia”promosso da Terna con i Politecnici di Bari, Milano e Torino nell’ambito del PoliTech Lab, la Rete Politecnica di Alta Competenza. 

A tal riguardo, il 9 giugno il Politecnico di Bari ospiterà l’evento di presentazione della seconda edizione per illustrare ai neolaureati presenti, o collegati in streaming, l’offerta formativa, i dettagli delle materie previste, gli obiettivi dell’iniziativa e gli aspetti organizzativi.

 

Il Master formerà professioniste e professionisti chiamati a sviluppare e gestire la Rete di Trasmissione Nazionale dei prossimi decenni creando profili altamente specialistici quali: esperti di impianti e tecnologie, gestione degli asset, sistemi elettrici di potenza, mercati e regolazione.Al termine del percorso formativo i partecipanti conseguiranno il titolo di Master rilasciato congiuntamente dai Politecnici di Bari, Milano e Torino.

 

Per le studentesse e gli studenti in possesso di laurea magistrale in Ingegneria dell'Automazione, Elettrica, Elettronica, Energetica e Nucleare, Gestionale, Informatica e Meccanica, sarà possibile fino all’8 settembre presentare la domanda di ammissione al Master di durata annuale, che inizierà a novembre. L’impegno previsto per i 45 studenti selezionati, 15 per ciascun Ateneo, è di 1.500 ore per ottenere 60 crediti formativi. I costi di partecipazione saranno interamente sostenuti da Terna che assegnerà, a ogni candidato ammesso, una Borsa di studio. Al termine del percorso, i partecipanti al Master saranno inseriti nel Gruppo Terna.

 

Il programma prevede lezioni frontali, esercitazioni, laboratori, seminari integrativi, visite agli impianti e un’esperienza pratica finale in azienda. Il percorso formativo è in presenza e in lingua italiana, con un corpo docente multidisciplinare proveniente dal mondo della ricerca e dell’industria. Le attività didattiche si svolgeranno non solo presso i tre Atenei ma anche nel Campus di Terna Academy a Roma.

 

Qui il bando completo: https://www.polimi.it/formazione/formazione-oltre-la-laurea/master-universitari-e-corsi-post-laurea/dettaglio-master/3297

 

 

Comunicato stampa.

 

Ventotto tirocini universitari al Quirinale e presso la Tenuta presidenziale di Castelporziano

Ventotto tirocini universitari al Quirinale e presso la Tenuta presidenziale di Castelporziano

Durante le attività gli studenti approfondiranno conoscenze scientifiche, alternando studio e ricerca. I tirocini avranno una durata complessiva di 150 ore



Logo Tirocini CRUI
 

Bari, 28 maggio 2026 – E’ online fino al 16 giugno 2026 (https://tirocinicrui.app) l’avviso di selezione per 28 tirocini curriculari presso il Palazzo del Quirinale e la Tenuta presidenziale di Castelporziano. 

All’iniziativa, promossa dalla Fondazione CRUI, in collaborazione con il Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, possono candidarsi gli studenti delle 45 università italiane aderenti al programma (tra queste il Politecnico di Bari), che risultino iscritti ai corsi di laurea triennale, magistrale o a ciclo unico.

I 28 tirocini saranno così suddivisi, nei luoghi e nei tempi: i 22 tirocini curriculari al Palazzo del Quirinale si svilupperanno in due cicli: fine settembre-fine novembre 2026; novembre 2026-febbraio 2027, mentre i 6 tirocini presso la Tenuta di Castelporziano si svolgeranno in un solo periodo: settembre-novembre 2026.

I candidati dovranno aver conseguito almeno 120 CFU, nel caso delle lauree triennali e a ciclo unico, o almeno 18 CFU, per le lauree magistrali. Dovranno inoltre dimostrare la conoscenza della lingua inglese almeno a livello B1.

I tirocini avranno una durata complessiva di 150 ore. Durante le attività gli studenti approfondiranno le conoscenze scientifiche, alternando studio e ricerca, sviluppando inoltre, competenze di comunicazione e divulgazione scientifica. 

Lo svolgimento del tirocinio prevede un rimborso spese forfettario di 600 euro. 

Qui l’avviso di selezionehttps://www.tirocinicrui.it/al-via-28-tirocini-curriculari-al-quirinale-castelporziano/

 

Le università coinvolte: Bari, Bari LUM G. Degennaro, Bari Politecnico, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Calabria, Campania Vanvitelli, Chieti Pescara, Firenze, L'Aquila, Macerata, Messina, Milano, Napoli Federico II, Napoli l'Orientale, Napoli Suor O. Benincasa, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Pavia IUSS, Perugia, Perugia Stranieri, Piemonte Orientale, Roma Link Campus, Roma LUISS G. Carli, Roma LUMSA, Roma Sapienza, Roma Tor Vergata, Roma Tre, Salento, Salerno, Scuola Normale Superiore, Siena, Siena Stranieri, Teramo, Torino, Trieste, Tuscia, Udine, Urbino, Venezia Ca' Foscari, Verona.

 

Comunicato stampa.
Tenuta presidenziale Castelporziano

 

Polifonie del Secolo d’Oro spagnolo tra scena, racconto e immaginario sonoro

Il Secolo d'Oro Spagnolo
La Chorus Sergio Lella Pippo D'Ambrosio Giuseppe Petrella

Bari, 25 maggio 2026 – “Una sañosa porfía” è un viaggio nella polifonia vocale spagnola-coloniale del Secolo d’Oro, che dalla scoperta dell’America di Colombo si prolunga sino alla fine del 1600. Interpretata come un racconto per immagini, affine al linguaggio cinematografico, le composizioni di Gaspar Fernandes, Juan del Encina e Nicolas Gombert, si susseguono come scene di un film, in cui il suono costruisce spazi, tempi e personaggi, atmosfere tra l’Europa iberica e il Nuovo Mondo. Come nel cinema, la musica assume un ruolo narrativo centrale: guida l’ascolto, definisce identità e orienta l’immaginazione. La scrittura rinascimentale dialoga con le prime sensibilità barocche, colori ritmici e linguistici ampliano l’orizzonte espressivo. Questo e altro è il titolo di “Una sanosa porfia”, penultimo appuntamento della settima rassegna de “I Concerti del Politecnico” 2026. Evento curato dal Poliba e da ArCoPuglia, l’Associazione regionale dei Cori Pugliesi, in programma, giovedì, 28 maggio, ore 18.30, sede del rettorato Poliba, Campus universitario, interpretato da Giuseppe Petrella alla chitarra barocca; Pippo D'Ambrosio, alle percussioni; con Sergio Lella, in qualità di direttore e il contributo de “L.A. Chorus”, Associazione Matera Musica. Per partecipare all’appuntamento musicale è necessario prenotare il biglietto gratuito tramite il seguente link: https://www.eventbrite.it/e/una-sanosa-porfia-tickets-1984609867538?aff=oddtdtcreator entro il 28 maggio, ore 12,00. Biglietti disponibili sino ad esaurimento. Chi sono gli interpreti. Giuseppe Petrella si è diplomato in chitarra e fagotto, ha successivamente conseguito la laurea triennale in musica antica e liuto. Si è distinto sin da giovane per una brillante carriera concertistica che lo ha portato in tutto il mondo. Ha collaborato con le prestigiose orchestre: Orchestra da Camera di Monaco di Baviera e quella del Teatro Petruzzelli, partecipando a tournée in Russia e Brasile. Rappresentante dell’Italia in due edizioni del Festival della Chiquitania in Bolivia, ha suonato come solista in paesi. Ha tenuto masterclass in rinomati Conservatori e istituzioni musicali. Pippo D’Ambrosio, nasce a Bari nel 1965, batterista, percussionista e compositore, studia batteria negli anni ’80 con Ettore Fioravanti e Roberto Gatto a ‘Siena Jazz’ e si specializza nel ’93 al ‘Drummers Collective’ di New York. Ottiene con lode il Diploma Accademico di I e II livello in Musica Jazz al Conservatorio N. Piccinni di Bari. Collabora con artisti e gruppi di fama internazionale. Sergio Lella ha conseguito il Diploma Accademico di II livello in Musica Corale e Direzione di Coro presso il Conservatorio N. Piccinni di Bari. Si è perfezionato con maestri di rilievo internazionale. Ha diretto il Coro Giovanile Italiano nell’ambito della 3ª Accademia Europea di Direzione di Coro e partecipato a progetti internazionali. Dal 1991 dirige l’Ensemble Vocale Palazzo Incantato, con cui ha ottenuto importanti riconoscimenti e realizzato incisioni discografiche. L.A. Chorus (Lucania & Apulia Chorus), fondato nel 2014 da Matera in Musica con il supporto della Città di Matera, è una formazione corale professionale capace di mutare organico, direzione e artisti in relazione ai repertori affrontati. Ha realizzato oltre 300 concerti in Europa. Il repertorio spazia dalla musica barocca alla contemporanea, con particolare attenzione ai compositori italiani.

Marco Olivieri, Politecnico di Bari, tra i sette vincitori delle tesi sulla sicurezza nazionale

Intelligence. VII edizione del Premio “Una tesi per la sicurezza nazionale”

Marco Olivieri, Politecnico di Bari, tra i sette vincitori delle tesi sulla sicurezza nazionale

Lo studio premiato riguarda un’innovativa architettura di intercettazione in grado di catturare e condividere con le Autorità il traffico proveniente da qualsiasi punto della rete 5G,e, al tempo stesso, di consentire di decifrare quello intercettato nella rete. La ricerca nei laboratori di Telematica e iTNT-NS del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione del Poliba

 

Sei dei setteI vincitori del premio sulla sicurezza. Marco Olivieri da sx primo in basso

 

Bari, 19 maggio 2026 – Sette giovani laureati, sette ricerche di laurea, sette premi per un unico filo conduttore: mettere il sapere universitario al servizio della sicurezza nazionale, con idee, competenze, strumenti. 

Tra i sette premiati nazionali c’è anche Marco Olivieri. Venticinque anni di Matera, laurea magistrale in Ingegneria delle Telecomunicazioni al Politecnico di Bari nel 2025, voto 110/110 e lode (relatore prof. Giuseppe Piro) che con la sua tesi di laurea, uno studio su “un’architettura innovativa per l’intercettazione legale nei futuri sistemi di telecomunicazioni radiomobili” è stato premiato, assieme ad altre sei colleghi, dalla commissione selezionatrice della VII edizione del Premio “Una tesi per la sicurezza nazionale”. Iniziativa promossa dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza(DIS),Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’obiettivo di avvicinare i giovani al mondo dell’Intelligence e di promuovere lo studio delle tematiche strategiche per la tutela degli interessi nazionali. Il Premio, dal 2014, si è confermato nel tempo una delle principali iniziative dell’Intelligence italiana per la promozione della cultura della sicurezza

La cerimonia di premiazione si è svolta ieri, 18 maggio, a Roma, a Palazzo Dante, sede dell’Intelligence Italiana. I vincitori sono stati premiati dal Direttore Generale del DIS Vittorio Rizzi, dal Direttore dell’AISE Giovanni Caravelli e dal Direttore dell’AISI Bruno Valensise.

 

“In Europa – premette il vincitore Marco Olivieri - oltre l’80% delle reti criminali minaccia asset strategici per lo sviluppo economico-sociale attraverso attività come cybercrime, traffico illecito di droga, armi da fuoco ed esplosivi, reati ambientali, frodi, contraffazione, crimini contro la persona e reati organizzati contro il patrimonio. In tale contesto, le intercettazioni lecite rappresentano uno strumento investigativo di enorme valore strategico per le Autorità. Esse consentono di prevenire, individuare e investigare reati gravi e fenomeni terroristici, supportando sia le attività di intelligence sia la raccolta di prove utilizzabili nei procedimenti giudiziari. La continua evoluzione delle telecomunicazioni e delle infrastrutture digitali – prosegue - richiede inevitabilmente un costante aggiornamento delle tecnologie e delle metodologie di intercettazione. 

Il lavoro di tesi svolta nella disciplina “Wireless Network Security”, in collaborazione con il gruppo di ricerca afferente ai laboratori di Telematica e iTNT-NS del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione del Politecnico di Bari, ha contribuito a fornire nuove soluzioni concrete ed efficaci. La soluzione progettata e validata sperimentalmente si articola in due aspetti distinti. Da una parte, viene definita un’innovativa architettura di intercettazione in grado di catturare e condividere con le Autorità competenti il traffico proveniente da qualsiasi punto della rete 5G, Dall’altra parte, è stato proposto l’uso di algoritmi crittografici avanzati, noti con il termine key escrow, mediante i quali è possibile garantire la protezione delle comunicazioni e, al tempo stesso, consentire alle Autorità autorizzate di decifrare il traffico intercettato nella rete. La soluzione proposta – conclude con soddisfazione - garantisce un equilibrio efficace tra la tutela della privacy e le esigenze di sicurezza pubblica.

A Marco Olivieri i complimenti del Rettore, Umberto Fratino.

 

Per la VII edizione del Premio “Una tesi per la sicurezza nazionale” sono pervenute 98 candidature provenienti da 35 atenei italiani. La Commissione ha assegnato 7 premi, del valore di 3.000 euro ciascuno, alle migliori tesi di laurea magistrale dedicate a temi di interesse intelligence e sicurezza nazionale. 

I lavori premiati guardano alle sfide che oggi attraversano la sicurezza del Paese: dalla vulnerabilità dei modelli di intelligenza artificiale alla competizione per i minerali critici; dalla sicurezza energetica e ambientale alla guerra anti-satellitare; dal contrasto alla disinformazione coordinata alle nuove architetture per le intercettazioni legali nel 5G; fino alla proliferazione nucleare e alla tenuta degli equilibri strategici internazionali.

 

I vincitori della VII edizione: Mattia Alfano, Università degli Studi di Milano; Matteo Gioele Collu, Università degli Studi di Padova; Marco Inzerillo, LUISS Guido Carli di Roma. Luca Mazzini, Università degli Studi di Firenze; Elisa Muratore, Università di Trento; Marco Olivieri, Politecnico di Bari; Camilla Tuan, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

 

Comunicato stampa.

 

 

Roma, Palazzo Dante. Sede dell'Intelligence italiana

 

Roma, 18 maggio, Palazzo Dante. Cerimonia di premiazione della VII edizione

DEJA-Vu, visioni sonore, a i Concerti del Politecnico

7 edizione. Giovedì, 14 maggio, ore 18.30, nuovo Rettorato Poliba, Campus universitario

DEJA-Vu, visioni sonore, a i Concerti del Politecnico

con Rita Iacobelli, violino e voce, Nico Marziliano, pianoforte, Roberto Inciardi, contrabbasso, Franco Guarnieri, batteria

 

Bari, 11 maggio 2026 – “Déjà-vu”, un raffinato viaggio musicale nella memoria del cinema, è un’esperienza in cui le immagini riaffiorano attraverso il suono e le emozioni prendono forma nella musica. Le più celebri colonne sonore della storia cinematografica rivivono in un racconto immersivo interpretato dal trio di Nico Marziliano, affiancato dalla violinista e soprano Rita Iacobelli. 

Dall’energia di Lalo Schifrin alle melodie senza tempo di Nino Rota ed Ennio Morricone, passando per l’incanto dei film Walt Disney e il saudade di Antônio Carlos Jobim, la musica diventa evocazione pura, capace di risvegliare scene e sensazioni condivise, conducendo il pubblico in un autentico déjà-vu cinematografico. 

Il binomio esperienziale, musica-cinema, “Déjà-vu”, è previsto nella quinta tappa della settima edizione de “I Concerti del Politecnico”, in programma giovedì, 14 maggio, ore 18,30, presso il nuovo Rettorato del Poliba (campus universitario).

L’incontro è gratuito e aperto al pubblico. Si accede previa prenotazione al seguente link: https://www.eventbrite.it/e/deja-vu-tickets-1984609806355?aff=oddtdtcreator sino ad esaurimento posti. Termine ultimo prenotazione: 14 maggio, ore 12,00.

Gli artisti. Rita Iacobelli è violinista e cantante lirica. Diplomata in Violino presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari e in Canto presso il Conservatorio “N. Rota” di Monopoli, ha conseguito il II Livello in Musica Vocale da Camera. Si è esibita con prestigiose orchestre come: l'Orchestra Giovanile Italiana con R. Muti, l'orchestra sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, il Teatro Lirico di Cagliari e il Collegio Ghislieri di Pavia. Ha collaborato con grandi direttori e solisti in tournée internazionali in Europa, USA, Giappone, e Russia. 

Nico Marziliano Trio con Nico Marziliano al pianoforte, Roberto Inciardi al contrabbasso e Franco Guarnieri alla batteria è attivo da molti anni.  Il trio riunisce musicisti con prestigiose collaborazioni. Il repertorio è composto da raffinate rielaborazioni di grandi standard, da classici del jazz moderno a composizioni originali di Nico Marziliano con trascrizioni inedite non presenti nei Real Books.

Comunicato stampa. 
 Nico Marziliano Trio

 

Rita Iacobelli

 

 

 

 

 

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